La cenere di Milo

Vinimilo: cenere, Milo laboratorio di idee e soluzioni, con INGV e Università
Coltelli (Ingv): “I modelli matematici di Aeromat strumenti utili per quantificare ricaduta e danno”

Gli appuntamenti fino 12 settembre, chiusura della manifestazione

MILO (Ct), 7 settembre 2021 – La scienza, e i modelli matematici, in soccorso di produttori agricoli e sindaci dell’Etna vessati dalla caduta di cenere, evento ormai ricorrente con circa 280 episodi da vent’anni a questa parte. Lo ha proposto ieri sera a Vinimilo, durante un seguitissimo incontro dedicato al tema, Mauro Coltelli, ricercatore INGV, che ha indicato nell’applicazione del sistema previsionale Aeromat, realizzato dall’Istituto vulcanologico per monitorare l’andamento e la direzione degli sbuffi di cenere dell’Etna in ambito aeronautico, come strumento per geolocalizzare e quantificare la ricaduta di sabbia dei comuni etnei, diventando un parametro di riferimento per gli auspicati aiuti di Stato, le agevolazioni e gli sconti fiscali.

I modelli matematici – ha spiegato Coltelli – sono strumenti strategici per la rappresentazione quantitativa di fenomeni naturali o di un insieme di fenomeni. Monitorare e calcolare statisticamente i danni della cenere potrebbe essere un criterio di riferimento per stabilire come intervenire in termini di rimborsi assicurativi e/o ristori da parte dello Stato”.

Aiuti economici, o sgravi fiscali, che per il sindaco di Milo, Alfio Cosentino: “Devono riguardare amministrazioni, cittadini e produttori agricoli messi a dura prova, soprattutto nel 2021, dall’incessante attività esplosiva dell’Etna”. A supporto dei coltivatori, nel corso dell’incontro introdotto dal vice-sindaco Maria Concetta Cantarella e moderato dal giornalista Turi Caggegi, il direttore della CIA Sicilia Orientale, Graziano Scardino, ha annunciato l’intervento al Mipaaf (Ministero Agricoltura) nell’ambito del Piano Gestione Rischi 2021 e con l’Ispettorato agrario per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

Eloquenti le testimonianze di Marco Nicolosi (Barone di Villagrande) che, se con la potatura verde ha “messo al sicuro” i grappoli dai graffi della cenere, ha già speso circa 35mila euro per ripulire tetti di cantine e palmenti; mentre Renato Maugeri, produttore vinicolo e agrumicolo oltre che presidente dell’associazione Limone dell’Etna IGP, ha riferito di aver perso il raccolto di mandarini, danneggiati dalla cenere e mandati all’industria di trasformazione in succhi perché troppo malconci per il mercato del fresco.

Intanto il mondo della scienza si divide fra chi come Salvo Giammanco, vulcanologo dell’Ingv, riferisce di un arricchimento immediato dei terreni con i minerali della cenere, oggetto anche di studi sull’impatto a lungo termine su salute e ambiente – e chi come Alessandra Gentile, docente di Arboricoltura al Di3A dell’Università di Catania, sostiene che occorra quasi un secolo perché i minerali di cenere e lapilli si trasformino in terreno agricolo, capace di fertilizzare e nutrire le colture. Che intanto subiscono lacerazioni e abrasioni, riducendo la fotosintesi e favorendo l’aggressione di agenti patogeni: problema estremamente critico in fase di fruttificazione e fioritura, con gravissime perdite per i coltivatori.

GLI APPUNTAMENTI DELLA VINIMILO 2021

Prosegue la dialettica fra i protagonisti del mondo del vino che oggi, 7 settembre, vede protagonista le bollicine dell’Etna con “Carricante, spumeggiante per natura” (ore 18.30, Museo Virtuale).Un dibattito fra produttori, enologi e il direttore del Consorzio Etna Doc, Maurizio Lunetta, per valutare l’introduzione del vitigno a bacca bianca nel disciplinare di produzione dello spumante Etna Doc, i cui dati di produzione sono in costante crescita. Nel dettaglio: Spumante Etna Bianco Doc 907 ettolitri nel 2020 (621 nel 2019); Rosato 307 ettolitri (233 nel 2019); Bianco Etna Bianco Brut 77 nel 2020 (29 nel 2019) e Rosato Etna Brut 114,35 ettolitri a fronte dei 26 prodotti nel 2019. Interverranno Enzo Calì (enologo azienda Benanti); i produttori Foti e Nicolosi (I Vigneri e Barone di Villagrande). E domani, 8 settembre, di scena le Donne del Vino per parlare – di presenza e in streaming – di viticolture estreme e sostenibili con le testimonianza di Donatella Cinelli Colombini (presidente DDV); Fosca Tortorelli (DDV Campania); Manuela Zennaro (DDV Lazio); Roberta Urso (DDV Sicilia); Aurora Ursino (agronoma e socia DDV); Maurizio Lunetta (Consorzio Etna DOC) e Michela Giuffrida (giornalista, già europarlamentare e portavoce del Presidente Musumeci). Modera l’incontro la giornalista e sommelier Valeria Lopis (ore 18.30, Museo Virtuale). Tutto il programma su www.vinimilo.it

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